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Secondo la tradizione indù, la danza è di origine divina. Brahma il creatore rivela il sapere dell’arte drammatica al sapiente Bharata (il suo nome à l’amalgama della prima sillaba dei nomi Bhava, l’emozione, Raga, la melodia e Tala, il ritmo). Fu il quinto Veda (libro santo che concepa la base della religione indù) destinato all’unmanità della “Kali Yuga”, l’età nera che è la nostra, affinché raggiungiamo il “mukti”, la liberazione, per una via che non sia né arida, né astratta, ma uguale al piacere divino ed accessibile a tutti gli uomini. Per popolarizzarle, Bharata codificò le teorie che i dei Shiva, per il tramite di Tandu il suo assistente, e Paravati gli abbiano insegnate e trasmesse in un trattato: il Natyashastra compilato tra il secondo secolo avanti Cristo ed il sencodo secolo dopo Cristo.
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Il Bharata Natyam, danza classica, originaria del Tamil Nadu, fu prima interpretato dalle “devadasi” o serve di dio destinate al servizio dellà divinità di un tempio. I fratelli Pandanalur, musicisti e maestri di danza alla corte di Tanjore hanno datto al Bharata Natyam la sua forma attuale ; le loro coreografie contando tra quelle che sono danzate dagli artisti di oggi. Questo stile dinamico e rigoroso, con una precisione dinamica, del mimo espressivo e del gesto simbolico è il più fedele alle regole enunicate da Bharata il Sapiente.
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La danza indiana comprende tre forme:
La forma Nritta: danza pura, astratta, senza carattere descrittivo. L’accento è messo sul ritmo, sul lavoro dei piedi, sul movimento delle membra.
La forma Natya è l’espressione delle emozioni e dei sentimenti. Il canto esprime verbalmente quello che la danza esprima con i gesti.
La forma Nritya combina la danza pura e l’espressione dei sentimenti.
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L’abhinaya (quello che esprima un’idea), tecnica dell’espressione, prende un posto importante tra i mezzi di parvenire a questa emozione.
Comprende quattro forme:
Angika: suggerimento con le pose del corpo, i movimenti delle membra, i gesti della mano o mudra.
Vacika: espressione con la parola, la musica
Aharya: espressione attraverso la decorazione, i costumi, i gioeilli, i trucchi
Sattvika: descrizione di uno stato interiore causato per un’emozione
La danza comporta due aspetti: Tandava, l’aspetto maschile virile e Iasya, l’aspetto femminile, tenero e dolce.
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La danza mira a communicare l’emozione universale, il cosmico.Con la sua concentrazione spirituale, il suo stato di distacco, il danzatore si identifica poco a poco al divino per non essere più che l’immagine suprema e far nascere l’essenza del sentimento estetico, stato vicino della beatitudine, della felicità, provocato per la conoscenza della realtà suprema.
“Dove va la mano va lo sguardo, dove va l’occhio va lo spirito, con lo spirito si trova anche il cuore e con il cuore l’emozione creatrice”.
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Il danzatore è sopratutto accompagnato da uno strumento di percussione, il mridangam, dei piatti, dei bubboli come pure delle sillabe ritmiche. Il flauto, la viola da braccio, la vina possono anche essere presenti per creare l’atmosfera. Una grande coordinazione ed una stretta complicità esistono tra il danzatore, il cantante ed i musicisti. La danza è l’atto di devozione il più perfetto, il più piacevole ai dei. Mentre ballava, Shiva ha creato il mondo e mantene l’ordine del unviverso dal quale è insieme l’asse ed il movimento. La letteratura, le rapprezentazioni plastiche, le iscrizioni mostrano che la danza abbia sempre fatto parte integrante della cultura indiana.
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K. Murugan è nato a Ariankupam nello stato di Pondichéry. Interessato dalla sua gioventù per il teatro, ebbe l’occazione di praticarlo a scuola. In seguito, ha iniziato lo studio del canto con la maestra Signora Darmampal di Kumbakonam. All’università Annamalai di Chidambaram, ha completato i suoi studi di canto. Presso i grandi maestri Kittapapillai di Tanjore, Ramaya e Gopalakrishnapillai, ha ricevuto un insegnamento approfondito nella teoria e la pratica della danza classica il che gli ha valso titoli e ricompenze tra i quali quello di Nadanamamani (ballerino emerito). Da alcuni anni, è il direttore della scuola di danza “Mayuri Natyalaya”. Dopo lunghe ricerche e molto lavoro personale, ha fatto riscoprire al pubblico del Sud dell’India il Chitranatyam, l’arte di disegnare ballando.
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Lambert Vadrot, originario di Karikal nel Sud dell’India, ha imparato il Bharata Natyam con i maestri:
N. Govindarajan (Nagapattinam, India), Amala Devi (Paris, Francia), K. Murugan (Pondichéry, India), il Padre Barbosa (Bombay, India) e P. Rajarajeswari. Con il maestro K. Murugan, ha avuto il privilegio di iniziarsi al Chitranatyam, l’arte di designare ballando e un soggiorno presso il Padre Barbosa gli ha permesso di arricchire il suo repertorio con delle coreografie ispirate di teme cristiani. È stato soprannominato “Pravarshan” dalla maestra Signora Amala Devi.
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"Pravarshan"(benefico come la pioggia in sanscrito)
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| ORCHESTRA |
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Nattuvangam
Canto
Mridangam
Viola da braccio
Flauto
Mugarsing
Tamboora
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K Muragan, Nadanamamani
R K Kumar, Isaimamani
M Prasana
T Sreenivasan, Ganapraveena
Janbuga Valli
C S Rajendiran, Isai Kalaimani
A Vincent Jayaraj, Isaimamani |
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| Le registrazioni sono state effettuate nel studio R. Victoben a Pondichéry |
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Lambert Vadrot
detto " Pravarshan
"
(benefico come la pioggia, Amala Devi)
10 Ter rue Pierre et
Angèle Le Hen
F-94450 Limeil Brévannes
Tél : 01 45 69 90 25
lambert.vadrot@alpimages.com
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